Un incontro significativo

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Data: 2017-09-10 00:00

Un incontro significativo
di Giovanna Grenga


Il 10 settembre 2017, ha avuto luogo a Francoforte un incontro tra Piero Terracina e la comunità italiana lì residente. Piero è stato accompagnato da Giovanna Grenga, amica e socia di Progetto Memoria e da Guido Coen, anche lui socio e consigliere dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane.
 
 
 

Il 10 settembre 2017, si è svolto a Francoforte sul Meno un incontro organizzato dal Coordinamento Donne Italiane, presieduto dalla professoressa Liana Novelli e dall’Associazione Italia Altrove, guidata dalla dottoressa Manuela Rossi, con Piero Terracina, deportato ad Auschwitz con la sua famiglia per una denuncia di fascisti italiani. L’iniziativa si è svolta in uno luogo simbolico, la Saalbau Gallus, nella “Bürgerhaus Gallus” che fu sede del primo processo per crimini nazisti, celebrato in Germania di fronte ad una corte di giustizia tedesca. Con l’occasione, Piero Terracina, accompagnato da Roma da Guido Coen e Giovanna Grenga, ha anche visitato il Memoriale della Banca centrale europea, con la guida di Barbara Rubert della comunità ebraica di Francoforte. Sono stati accolti dai funzionari italiani della BCE, tra cui l’ing. Luca Tagliaretti e, in rappresentanza del Consiglio generale degli Italiani all’estero, da Maurizio Canfora, Console Generale della Repubblica Italiana.
La visita alla BCE ha preceduto l’incontro pomeridiano con la comunità italiana di Francoforte, che è in costante crescita e si stima intorno alle trentamila persone. In prima fila, il console generale, che in un incontro informale presso la sua abitazione, ha accolto con amabile familiarità gli ospiti italiani e il rabbino capo di Francoforte, Julien Chaim Soussan.
La comunità italiana e tanti amici tedeschi hanno ascoltato Piero Terracina nella sala che ospitò il processo Francoforte Auschwitz, noto anche come secondo processo di Auschwitz, tenutosi a Francoforte fra il 1963 e il 1965, nei confronti di ventidue imputati accusati dei crimini commessi nel campo di concentramento di Auschwitz fra il 1940 e il 1945. (1) 
La testimonianza portata da Piero Terracina si è alternata in una lettura di memorie personali della persecuzione razziale e della deportazione, tradotte con preziosa precisione da Marina Grones che ha poi seguito anche il partecipato dibattito con il pubblico di famiglie italiane e tedesche che gremiva la sala.
L’incontro è documentato dalle foto di Georg Phoelein che a Piero Terracina ha già dedicato un libro fotografico intitolato “Als Piero Terracina sein Schweigen brach” (Quando Piero Terracina ha rotto il suo silenzio) presentato in una mostra nella città di Erlangen nel 2015. La cena presso il ristorante kasher, ospiti del Rabbino Julien Chaim Soussan e di sua moglie Sara, ha concluso la lunga giornata in cui si è parlato della particolare vicenda degli ebrei di Francoforte, di cui la signora Sara è un’appassionata curatrice di memoria.

L’edificio della BCE
Tra i paesi dell'UE ci sono quelli la cui moneta è l'Euro e altri in cui tale moneta non è adottata; la Banca centrale europea (BCE) è l'autorità monetaria degli Stati membri che hanno adottato l’Euro come moneta.
Ciò premesso, appare importante una nota sulla storia dell’edificio che attualmente ospita a Francoforte sul Meno gli uffici della BCE e il memoriale situato nel basamento dell’edificio centrale.
L'imponente struttura sulla riva destra del fiume Meno, adiacente al porto orientale di Francoforte, nel quartiere Ostend, ospitava il più grande mercato generale della città, specialmente per frutta e verdura; esempio importante di architettura espressionista, è stato dismesso il 4 giugno del 2004 e, il 1° gennaio del 2005, la città di Francoforte ha ceduto gli edifici e l'area circostante alla BCE. I lavori di costruzione dei nuovi edifici sono stati completati nel 2014; nel novembre erano attivi i grattacieli e gli edifici ristrutturati della Grossmarkthalle (l’ex Mercato generale), costruiti per il personale, i membri delle banche centrali nazionali, i consulenti esterni, i tirocinanti; in tutto circa tremila operatori. Il fiume Meno, che scorre poco distante, è stato di ispirazione per il parco, che consiste di un paesaggio fluviale stilizzato lungo il fiume e incorpora la Grossmarkthalle, i grattacieli e altre strutture essenziali, pur conservando tutte le qualità di un parco. (2) 
Gli anni dal 1941 al 1945 costituiscono un capitolo molto oscuro nella storia del Grossmarkthalle, poiché il basamento dell’ala orientale venne utilizzato per la reclusione e poi per la deportazione degli ebrei. Questo triste episodio era commemorato già da una targa posta nel 1997. Nel 2014, portando a compimento una decisione assunta dalla Comunità ebraica di Francoforte e dalla Municipalità, è stato inaugurato il Memoriale per le vittime della Shoah che si trova nel basamento della Großmarkthalle, proprio dove ora si svolgono le attività della BCE aperte al pubblico. Circa diecimila ebrei di Francoforte, dal 1941 al 1945 passarono per le cantine dell’edificio che oggi complessivamente fungono da memoriale; furono poi caricati sui vagoni che li hanno trasportati ai campi di concentramento e sterminio. (3) 
Sin dall'inizio del suo progetto di nuova sede, la BCE, insieme alla comunità ebraica di Francoforte e alla città di Francoforte sul Meno, si era impegnata a creare un memoriale per ricordare la concentrazione e successiva deportazione dei cittadini ebrei presso la Grossmarkthalle. (4) 
Un concorso internazionale di progettazione, condotto dalla città di Francoforte in stretta collaborazione con la comunità ebraica di Francoforte e la BCE, ha portato a una grande varietà di proposte. La giuria, che ha coinvolto Jean-Claude Trichet, Petra Roth e Salomon Korn, ha deciso all'unanimità, nel marzo 2011, la costruzione di "un memoriale straordinario che terrà in piena considerazione le caratteristiche del luogo e per riflettere il dramma della deportazione e dell'olocausto". Sulla base del progetto finale degli architetti, la BCE ha adeguato i propri piani per i nuovi locali, per facilitare la costruzione degli elementi di rampa. La realizzazione del progetto è l'esito ormai visibile di una lunga e fruttuosa cooperazione tra la città di Francoforte, la comunità ebraica di Francoforte e la BCE. Tutti i frammenti disponibili creano una storia che simboleggia la complessità delle deportazioni, senza deviare l'attenzione dal sito effettivo. Questo vale sia per il processo burocratico che precede il crimine, che per il crimine stesso, cioè la deportazione. La Grossmarkthalle fu, infatti, teatro di uno degli eventi più drammatici dell’antisemitismo militante nazista nella città di Francoforte che insieme alle vecchie tracce ferroviarie serve come promemoria della deportazione di donne, uomini e bambini ebrei; è stato conservato anche un ponte pedonale.
Una rampa di cemento corre dal confine orientale del sito fino alle stanze del seminterrato del Grossmarkthalle, che demarca il vecchio ingresso del seminterrato e crea una pausa nel paesaggio. La rampa è fiancheggiata da due pareti in cemento. Un riquadro di vetro al confine del sito consente di guardare verso l'ingresso del seminterrato e di esplorare le "profondità della storia". La stanza del seminterrato in cui gli ebrei sono stati rinchiusi prima di essere deportati è stata ampiamente lasciata nella sua condizione originale per costituire in tutta autenticità il memoriale; sulle pareti sono incise testimonianze di vittime e osservatori.
Nell’anniversario della partenza da Francoforte del terzo treno che settantacinque anni fa condusse gli ebrei della città verso la morte, il 22 novembre 2015, è stata tenuta una cerimonia di inaugurazione del monumento. A raccontare i fatti, una sopravvissuta che ha parlato prima dei politici e delle autorità. Con questo monumento la città di Francoforte ha affrontato un tema spinoso, decidendo di farsi carico delle proprie responsabilità e mantenere il ricordo delle vittime, all’interno dell’istituzione europea per eccellenza. 
 
Anna Frank, un’ebrea di Francoforte
Annelies Frank, che tutti noi chiamiamo familiarmente Anna, era nata a Francoforte il 12 giugno 1929, visse i suoi primi anni di vita nella città, prima della fuga dalla Germania con la famiglia, in Olanda, dove pure dovette nascondersi dopo l’occupazione nazista, come racconta il suo diario di quei giorni drammatici. Anna Frank, e con lei la sorella Margot, morirono a Bergen Belsen, un solo mese prima della Liberazione, nel marzo 1945.
Il nonno di Anna, Michael Frank, attorno all’anno 1870, era stato coronato dal successo dell’apertura di una banca di famiglia specializzata in servizi cambiavalute, importante nella città e in linea con la crescita socioeconomica tedesca di fine Ottocento - inizio Novecento. Sogno perseguito anche dal padre di Anna, Otto Frank, ma incrinato dalla disfatta tedesca nella prima Guerra Mondiale e definitivamente tramontato dopo la crisi della Borsa di New York del 1929. Al Romerberg, la piazza del Municipio di Francoforte si trova una grande targa di bronzo, sulla pavimentazione della piazza, a ricordo del luogo in cui i nazisti hanno voluto, a Francoforte come a Berlino e in altre località importanti della Germania, bruciare pubblicamente i libri di autori ebrei, il 10 maggio 1933. Sulla targa spicca la citazione profetica di Heinrich Heine: «Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone». Dopo la seconda guerra mondiale alcuni ex cittadini ebrei di Francoforte, emigrati a Londra, promossero la creazione di una commissione di ricerca sulla storia degli ebrei di Francoforte. In seguito furono concepiti dei progetti per l’istituzione di un Museo ebraico, che nel 1988 fu aperto in un’antica casa di abitazione della famiglia Rothschild, sul lungo Meno. La costruzione è al momento sottoposta a un riassetto profondo, per essere ampliata con un nuovo fabbricato; i lavori sono cominciati nel 2015 e si prevede finiranno nel 2019.
Nel 1987, durante i lavori per la costruzione di un edificio destinato a ospitare degli uffici, furono scoperte le fondamenta di diciannove case della Judengasse (lett. “Via degli Ebrei”). La prima menzione scritta di ebrei di Francoforte risale alla metà del XII secolo. La comunità ebraica è vittima di un attacco nel 1241, seguito da altri nel 1349. Risale al 1462 l’istituzione, fuori delle mura della città, del primo ghetto d'Europa; alcuni resti sono integrati nel Museo Judengasse. Per quattro secoli, il ghetto è l'unico luogo di residenza tollerato, le sue tre porte venivano chiuse di notte, di domenica e giorni festivi. Oltre alla separazione spaziale, vigevano restrizioni economiche, come lo status speciale legale, sociale e culturale. Nel corso dell'occupazione delle truppe rivoluzionarie francesi e del bombardamento della città, nel 1796, la parte settentrionale della Judengasse fu distrutta. Questo evento è considerato l'innesco per il processo di emancipazione ebraica che termina nel 1864 con l’equiparazione giuridica. Nel corso dei secoli, Francoforte si è sviluppata in un centro di borsa ebraica con rabbini famosi, conosciuti ben oltre i confini comunali. I commercianti contribuirono in modo significativo allo sviluppo economico della città. Nel diciannovesimo secolo, Francoforte è diventata la culla di nuove tendenze: la riforma dell'ebraismo e la neo-ortodossia. Nel 1933, 26.158 ebrei vivevano a Francoforte, in altre parole la quota più alta di popolazione ebraica delle grandi città tedesche. Quasi 12.000 ebrei furono deportati dalla città durante il nazismo. Oggi, la comunità ebraica è culturalmente e socialmente ancorata nella città ed è coinvolta con la settimana della cultura ebraica, centri di cultura ed educazione e attiva in numerosi eventi nella vita della metropoli principale.
 
1. Il processo fu il primo che si tenne di fronte ad una corte tedesca per i crimini dell'Olocausto. Un ruolo fondamentale per la realizzazione di questo processo fu giocato dal giudice Fritz Bauer, al tempo procuratore distrettuale dell'Assia. Il processo di Francoforte ebbe una grande importanza sia dal punto di vista storico/sociale che da quello legale. Infatti, si tratto del primo processo celebrato in Germania di fronte ad una corte di giustizia tedesca per i crimini nazisti nei confronti degli ebrei e delle altre popolazioni perseguitate. Esso costituì un punto di rottura di una certa inerzia della giustizia tedesca nel perseguire e punire i crimini commessi dai nazisti e aprì un periodo nuovo nella sensibilizzazione della magistratura tedesca e nell'opinione pubblica nei confronti dei crimini del nazismo e della Shoah.
2. Sono di recente costruzione la Torre Nord, quarantacinque piani per un’ altezza di 185 metri (201 con l'antenna) che sovrasta la Torre Sud (165 m e quarantatre piani): le due torri si raccordano agli edifici della Grossmarkthalle, un tipico edificio dell'era industriale moderna con coperture in calcestruzzo. Opera dell’architetto Martin Elsaesser, direttore della pianificazione urbana di Francoforte sul Meno dal 1925 al 1932, l’edificio venne inaugurato il 25 ottobre del 1928. 220 metri di lunghezza per 50 metri di larghezza, un'altezza variabile dai 17 ai 23 metri, all'epoca dell'inaugurazione costituiva l'edificio più grande della città. Quella che un tempo era la sala del mercato, rappresenta oggi lo spazio pubblico della BCE, cioè l’ingresso principale, il centro visitatori, l'area conferenze. INFORMATION ON THE NEW PREMISES OF THE EUROPEAN CENTRAL BANK IN FRANKFURT
3. Negli anni 30 del Novecento, l'ottanta per cento degli ebrei residenti in Germania (circa 400.000 persone) possedeva la cittadinanza tedesca. Gli altri erano prevalentemente di cittadinanza polacca, molti dei quali erano nati in Germania e avevano la residenza permanente. In tutto, circa il settanta per cento degli ebrei viveva nelle aree urbane della Germania. Il cinquanta per cento dell'intera popolazione ebraica residente in Germania viveva nelle dieci città più grandi. I centri urbani con la maggior concentrazione di cittadini ebrei erano Berlino (circa 160.000), Francoforte (circa 26.000), Breslavia (circa 20.000), Amburgo (circa 17.000), Colonia (circa 15.000), Hannover (circa 13.000) e Lipsia (circa 12.000). Poco più di 10.000 ebrei vivevano nella Città Libera di Danzica. Per quanto riguarda gli ebrei residenti in Austria, la stragrande maggioranza - circa 178.000 persone - viveva nella capitale, Vienna. Anche la comunità ebraica più grande della Cecoslovacchia, circa 35.000 unità, viveva nella capitale, Praga. https://www.ushmm.org/wlc/it/media_nm.php?ModuleId=0&MediaId=858
4. Ancor prima che la BCE acquistasse il sito, il presidente della BCE Wim Duisenberg e il dott. Salomon Korn, capo della comunità ebraica di Francoforte, si erano incontrati nel dicembre 2001 per discutere di come affrontare gli aspetti più oscuri della storia di Grossmarkthalle. Decisero di lanciare concorsi di idee per commemorare la deportazione dei cittadini ebrei. Gli esperti del Museo ebraico fecero parte del gruppo di lavoro e la loro ricerca dettagliata fu centrale per lo sviluppo della procedura concorsuale. INFORMATION ON THE NEW PREMISES OF THE EUROPEAN CENTRAL BANK IN FRANKFURT La ricerca di esperti ha contribuito a individuare i luoghi autentici del sito nel basamento dell'edificio orientale di Grossmarkthalle. La BCE ha inteso preservare il basamento come un "luogo autentico".
 

 

 

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