Francoforte storica ... alla scoperta dell'identità della città insieme al Dr. Rodolfo Dolce

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Data: 2016-05-21 16:15

Luogo: Römer, Justitiabrünnen, Francoforte

“Francoforte storica... insieme al Dr. Rodolfo Dolce”. Così, sul sito web, la proposta di Italia Altrove per gli italiani interessati a conoscere meglio questa città, la città in cui vivono o lavorano.

E’ il 21 maggio. Io vado all’appuntamento con la speranza che non si tratti di una semplice replica della visita al centro storico di Francoforte del 6 marzo scorso e con la voglia di scoprire ancora qualcosa di nuovo su questa città, che giorno dopo giorno mi sembra sempre meno estranea e sempre più familiare.

E fin dall’inizio la nostra guida ci rassicura: sarà il nostro, un semplice percorso per le vie del centro, quasi un “gioco dell’oca” in cui si procede seguendo le indicazioni date dal lancio di dadi, scoprendo ad ogni casella, ad ogni sosta,  spunti di storia, più o meno antica o recente, e accenni alla vita dei Francofortesi più o meno rilevanti e significativi. Un approccio che parte da una spiccata curiosità per la storia e la società in cui si vive, da una sintonia profonda che il dr. Dolce prova con la “sua” città e con i “suoi” concittadini.

Quasi a ricordarci, poi, che la storia non è solo passato, ma anche presente e attuale, ci accoglie al Römer una vivace e rumorosa manifestazione di Greenpeace, il movimento attivo, come molte altre associazioni, nella protesta contro l’accordo commerciale atlantico e contro le multinazionali delle sementi OGM.

Da qui, dalla fontana della dea Giustizia (dea che, a Francoforte, “stranamente” non è bendata) inizia la nostra “passeggiata”.

Non mi soffermo sugli aspetti, pur significativi, colti dallo sguardo che obbligatoriamente abbiamo dedicato al Municipio e alla sua piazza, perché molto di quanto vi è successo anticamente e che si è poi ripetuto tante volte nel passare dei secoli (le fiere, le adunate per l’elezione dell’Imperatore, le feste) é già stato oggetto di spiegazione nella visita di marzo (clicca qui per leggere l’articolo relativo a quella visita) . Ma il quadro d’insieme, anche grazie a questa nuova occasione, si completa meglio e continua a mantener vivo l’interesse dei presenti: intanto la leggenda, secondo la quale Carlo Magno riuscì a sfuggire ai suoi nemici sassoni grazie ad una cerva che gli mostrò il punto in cui si poteva guadare il fiume Meno agevolmente (da qui il nome della città, che significa appunto “guado dei Franchi”); poi l’immagine dello stesso Meno che, non ancora regimentato, spesso anticamente si insinuava tra le costruzioni del centro, collocate in posizione un po’ più rilevata.

Lasciamo la piazza e, dirigendoci verso il Duomo, riscopriamo le costruzioni tipiche del “postmodernismo” che hanno riempito i grandi spazi alle spalle delle case a graticcio del Römer. E’ l’occasione per qualche digressione sugli stili architettonici e su alcune scelte urbanistiche degli amministratori passati. La nostra guida ci ricorda, ad esempio, come nella prima metà del secolo scorso ci fu a Francoforte un grosso impegno per la costruzione di nuove abitazioni per le classi sociali meno abbienti, per i lavoratori, finalmente con cucina e bagno indipendenti in ciascun appartamento. Testimonianze di queste scelte urbanistiche e sociali sono ancora presenti in alcuni quartieri della  città.

Anche sul Duomo e sulla Cappella delle elezioni imperiali non mi soffermo, ma una breve visita alla prima sala del Museo del Duomo, ci offre nuove scoperte. In una grande teca di vetro, ecco gli oggetti ritrovati nella tomba della piccola “principessa merovingia”, tomba su cui fu eretta, nel VII secolo d.C., una cappella, primo nucleo dell’attuale chiesa. Cosa portava con sé, nella morte, la piccola bimba di soli sette anni? Una stoffa preziosa con una croce ricamata, segno di un cristianesimo ormai diffuso, ma anche vasi con alimenti, gioielli, oggetti di uso quotidiano come forbici e pettine per la cura personale, retaggio forse di una cultura ancora legata a tradizioni pagane. Sempre in questa sala, notiamo poi il plastico, in miniatura, del castello carolingio (di cui oggi rimangono solo alcuni resti delle fondamenta tra Duomo e Römer), castello in cui Carlo Magno tenne alcune assemblee con i suoi vassalli tedeschi. Carlo Magno, patrono della città di Francoforte, che viene ancora oggi festeggiato ogni anno, il 28 gennaio, con una solenne e suggestiva cerimonia religiosa proprio nel Duomo.

Ci spostiamo ora verso la Paulskirche, e per farlo percorriamo la Braubarchstrasse. Lungo il percorso la nostra guida ci racconta di come  gli abitanti di Francoforte chiamino scherzosamente, per la sua caratteristica forma, “Fetta di torta” l’edificio che, proprio lì, ospita il Museo di Arte Moderna. Poi,  poco più avanti, si ferma e ci indica una casa. Era l’Ufficio di Igiene dopo la fine della Seconda Guerra Mondidale  (qualcuno del nostro gruppo afferma che lo è ancora oggi): una facciata piuttosto anonima, non particolarmente bella né di alcuna valenza artistica. Perché dunque osservarla? Il dr. Dolce ci chiarisce il suo interesse, raccontandoci di come in quell’Ufficio avesse lavorato, per diversi anni dopo il 1945, un medico che era stato assistente del dottor Mengele nel campo di sterminio di Auschwitz (per inciso, anche Mengele si era laureato in medicina a Francoforte). Solo quando un cittadino rom di Francoforte (reduce anch’esso da Auschwitz) lo riconobbe, fu arrestato e processato. E’ l’occasione per ricordare che, proprio dentro il Palazzo municipale di Francoforte, si svolsero nel periodo postbellico diversi processi a carico di nazionalsocialisti che  si erano macchiati di crimini contro cittadini inermi: ebrei, sinti e rom, avversari politici,… Testimonianza di questa attività giudiziaria la ritroviamo oggi anche in diversi film che ne narrano, come ad esempio il film “A voce alta” (Der Vorleser)  di Stephen Daldry,  tratto dal romanzo di Bernhard Schlink. 

Proseguiamo e arriviamo davanti alla Paulskirche, un monumento importante nella storia di Francoforte. Qui si tennero infatti, nel 1848, a seguito delle insurrezioni (anche tedesche) note come “Primavera dei popoli”, le sedute del primo Parlamento Germanico. Un’esperienza che durò soltanto due mesi circa, stroncata dalla repressione e dalla restaurazione, ma che fu preludio di quella che sarà successivamente, poco più di vent’anni dopo, l’Unificazione e la nascita della nazione tedesca.

Ci incamminiamo ancora, per dirigerci al Roßmarkt, la piazza dove si svolgeva l’antico “mercato dei cavalli”.  Prima di arrivarci, però, osserviamo dall’esterno la casa di Goethe, il grande poeta tedesco nato e vissuto a Francoforte. Si tratta, come per molti altri monumenti storici, di una ricostruzione fedele di quanto esisteva prima della distruzione totale causata dai bombardamenti alleati del 1944.

Ed eccoci al Roßmarkt. La bella piazza ha sullo sfondo un magazzino in cui, fra l’altro, viene venduta la gustosa “salsa verde” francofortese. Niente a che vedere con quella nostrana, questa salsa nasce dall’abile mescolanza di ben sette essenze vegetali aromatiche. E’ così il momento per parlare un po’ della cucina di Francoforte, che la nostra guida esalta per la sua peculiarità e totale originalità rispetto alla “più mediocre” tradizione culinaria tedesca.

Al centro della piazza si nota un complesso statuario con tre figure umane in abiti tipici del basso medioevo. Di chi si tratta? Il dr. Dolce ci dice che i Francofortesi denominano questi personaggi come “Gutemberg e gli altri due”. Si tratta quindi del grande inventore della stampa a caratteri mobili e… di un suo assistente e del suo finanziatore. Qui, in questa piazza, Gutemberg vendette le sue bibbie fresche di stampa e, in suo ricordo, ecco questo grazioso monumento. Il fatto poi che assieme a Gutemberg ci sia colui che gli prestò denaro per sostenere la sua attività, non fa che ribadire l’importanza che Francoforte assegna da sempre all’attività finanziaria e bancaria.

Giungiamo così alla conclusione del percorso. Sulla nostra destra l’Hauptwache, sede storica della guardia (o polizia) cittadina. L’ultimo sguardo è però per i grattacieli che dominano, in quella zona del centro, la vista quasi a 360 gradi. Francoforte è la città europea con il più suggestivo skyline, quasi a voler rimarcare l’importanza storica passata e la forza economica presente. La forza di una città che la nostra guida, il dr. Dolce, considera per molte ragioni la vera capitale della Germania, quasi fosse una sua vocazione, attestata inequivocabilmente dalla sua storia passata e dal suo dinamismo presente; quasi fosse un suo diritto naturale, ingiustamente negato dalla Berlino prussiana. (Gianfranco)

 Ed ecco alcune immagini del gruppo che ha partecipato alla visita guidata: