Bambini "speciali": la disabilità è negli occhi di chi guarda.

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Data: 2016-09-23 19:00

 

CON UN CROMOSOMA IN PIU’

Sindrome di Down: una sfida per famiglia e società

L’esperienza di una figlia nata con la sindrome di Down; l’esperienza di un fratello anche lui nato “con un cromosoma in più”. E’la famiglia il primo contesto destinato ad essere coinvolto e sconvolto dall’accoglienza di un bambino “speciale”: il mondo più importante, determinante per il suo sviluppo emotivo, affettivo, cognitivo.

La sera del 23 settembre, presso la sala della Missione Cattolica di Francoforte, Italia Altrove ha affrontato questo tema , delicato e importante, e le sue implicazioni umane e sociali con due splendide persone: Giacomo Mazzariol, giovane scrittore italiano che ha raccontato la propria storia di bambino e adolescente alle prese con un fratello “speciale”, Giovanni, nel libro   Mio fratello rincorre i dinosauri, edito con grande successo da Einaudi, e Amelia Massetti, che ha vissuto e vive l’esperienza della sindrome di Down come mamma. Trasferitasi a Berlino nel 1988, pochi mesi prima della “caduta del Muro”  Amelia ha messo alla  luce sua figlia, Lia Nadine. Da allora la sua vita è cambiata, tra impegno quotidiano e una sfida non sempre facile per l’inclusione. Alla fine del 2015 Amelia ha fondato Artemisia,  un progetto che si propone di fare rete tra i genitori italiani che crescono in Germania un figlio disabile.

L'incontro è stato seguito da un pubblico attento e, con soddisfazione degli organizzatori, arricchito dalla presenza di diversi giovani e ragazzi. Giacomo Mazzariol è stato apprezzato per la freschezza e la spontaneità con cui ha voluto condividere le sensazioni, i sentimenti, le emozioni contrastanti che hanno contraddistinto il suo rapporto con Govanni, riscoprendo infine in lui una persona che vive un mondo "diverso" dal suo, ma non meno ricco di esperienze di grande intensità emotiva, sentimentale, umana, anche e soprattutto nelle relazioni con gli altri. Un mondo in cui parole come "autonomia", "capacità", "qualità" assumono significati nuovi e originali, tanto da lasciarci a volte sorpresi di fronte a persone come Giovanni, che non hanno solo da imparare da noi, ma anche tanto da insegnarci.

Amelia Massetti ha condiviso invece con i presenti le gioie, ma anche la fatica e, spesso, la solitudine che ha vissuto nell'affrontare con Lia Nadine un mondo che fatica a capire ed accettare la condizione di chi é diversamente abile. La parola più ricorrente é quella di "inclusione", questa dimensione per cui la cerchia di amici familiari, il gruppo dei coetanei, la scuola, il mondo del lavoro, la società intera dovrebbe con semplice spontaneità e senso di normalità accogliere e condividere esperienze con chi é nato con "diverse abilità". Un orizzonte purtroppo ancora lontano (particolarmente lontano forse proprio nella società tedesca), ma che è diventato di volta in volta, anno dopo anno, l'obiettivo sempre più chiaro perseguito con ostinazione da Amelia, con e per sua figlia Nadine.

Di seguito alcune foto della bellissima serata, precedute da alcuni link per conoscere meglio Amelia, Giacomo e il loro impegno.

La presentazione del libro di giacomo-mazzariol: in artemisia/mitte

The simple interview

         

Amelia Massetti e Giacomo Mazzariol a Francoforte